Umberto Galimberti, titolare della cattedra di Filosofia della Storia all'università di Venezia, copia l'antichista Giulia Sissa (ricercatrice del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi). La Sissa si lamenta, Galimberti si scusa. Nel frattempo si scopre che Galimberti copia anche il collega Salvatore Natoli il quale se ne era lamentato, ma solo in privato, per non suscitare risse, con qualche collega. Esplode il caso. Gianni Vattimo (ordinario di filosofia teoretica all'università di Torino) afferma che nulla c'è in verità di male, e aggiunge: «Colleghi di filosofia e presidenti di commissioni [?], hanno passato la vita a copiare se stessi» ("Il Corriere della Sera", 23 aprile 2008). L'ermeneutica ha accentuato tali atteggiamenti, l'ha detto anche Harold Bloom. ilgiornale